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Roma, 15 ottobre 2026 – UCSI – Unione Consorzi Stabili Italiani ha partecipato al convegno “Verso il 2030”, organizzato dall’Istituto Grandi Infrastrutture (IGI) in occasione del suo quarantesimo anniversario, svoltosi il 14 ottobre a Roma, presso il Consiglio di Stato, a Palazzo Spada.
Nel corso dell’incontro, dedicato alle prospettive di evoluzione del sistema dei contratti pubblici, il Presidente UCSI, Francesco Vorro, è intervenuto sul ruolo delle piccole e medie imprese e delle forme di aggregazione stabile nel quadro della futura disciplina europea degli appalti.
Al centro dell’intervento, il rapporto tra la crescente complessità degli investimenti infrastrutturali e la necessità di preservare un mercato aperto a una pluralità di modelli imprenditoriali.
Le opere pubbliche richiedono oggi capacità tecniche, finanziarie e organizzative sempre più articolate. Secondo Vorro, tuttavia, questa evoluzione non deve tradursi necessariamente in una maggiore concentrazione del mercato: accanto alle grandi organizzazioni industriali, l’aggregazione stabile consente alle imprese autonome di mettere in comune competenze e risorse, mantenendo la propria identità.
In questa prospettiva, il consorzio stabile non rappresenta soltanto uno strumento di accesso alle gare, ma un modello di organizzazione imprenditoriale capace di valorizzare le specializzazioni delle PMI, favorire la continuità operativa e sviluppare capacità adeguate alle esigenze della committenza pubblica.
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il principio di proporzionalità nella definizione dei requisiti di partecipazione e dei sistemi di qualificazione. La necessità di garantire affidabilità e corretta esecuzione dei contratti deve accompagnarsi a regole coerenti con le effettive esigenze degli affidamenti, evitando restrizioni non giustificate che possano limitare la concorrenza.
Il confronto sulla revisione della normativa europea dei contratti pubblici costituisce, in questo senso, un’occasione per riflettere anche sul riconoscimento delle diverse forme attraverso le quali gli operatori economici organizzano le proprie capacità. L’obiettivo non è trasferire a livello europeo la disciplina italiana dei consorzi stabili, ma assicurare che il futuro quadro regolatorio tenga adeguatamente conto della pluralità dei modelli organizzativi presenti nei diversi Stati membri.
«La sfida non è scegliere quale dimensione debbano avere le imprese che operano nel mercato pubblico. È assicurare che il mercato possa disporre delle capacità necessarie, attraverso organizzazioni affidabili e adeguate alla complessità degli investimenti», ha sottolineato Vorro.
La partecipazione di UCSI al convegno dell’IGI si inserisce nell’attività di confronto istituzionale dell’Associazione sui temi della qualificazione, della concorrenza e dell’accesso delle PMI al mercato dei lavori pubblici, in una fase di particolare rilievo per l’evoluzione della disciplina europea.