UCSI: “Le nuove disposizioni mettono a rischio il futuro dei Consorzi Stabili e delle PMI italiane”

Roma, 22 ottobre 2024 – L’Unione dei Consorzi Stabili (UCSI) esprime forte preoccupazione in merito all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri delle disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. In attesa di conoscere il testo definitivo, dalle informazioni rese pubbliche emerge un quadro che potrebbe compromettere pesantemente il ruolo dei Consorzi Stabili come aggregatori di imprese, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI), mettendo in discussione la possibilità di utilizzare la SOA in capo al consorzio per dimostrare i requisiti di qualificazione.

“Se la modifica verrà confermata nel testo definitivo, si tratterebbe di un duro colpo per i Consorzi Stabili e per l’intero tessuto economico nazionale,” ha dichiarato Giuseppe Costantino, Presidente dell’UCSI. “La capacità delle PMI di partecipare attivamente al mercato degli appalti pubblici ha garantito un tessuto produttivo diffuso e resiliente, fondamentale per la crescita economica e l’innovazione nel settore delle costruzioni, contribuendo a realizzare infrastrutture strategiche per il Paese e a mantenere elevati livelli di occupazione su tutto il territorio nazionale.

“I Consorzi Stabili hanno sempre rappresentato uno strumento essenziale per l’aggregazione delle PMI, permettendo loro di accedere a gare e lavori che altrimenti sarebbero fuori portata, contribuendo così in modo determinante alla costruzione e allo sviluppo delle infrastrutture di fondamentale importanza per il Paese, garantendo al contemporaneo competitività, crescita economica e diffusione di opportunità occupazionali su tutto il territorio, favorendo la coesione sociale e sostenendo il tessuto produttivo nazionale, che costituisce una vera e propria famiglia di imprese radicate nel territorio e capacità di adattarsi alle sfide del mercato”, prosegue Costantino.

Il cambiamento proposto, che sembrerebbe voler eliminare la possibilità di utilizzare la SOA del consorzio per dimostrare i requisiti, rischiando di minare le fondamenta stesse dei Consorzi Stabili. Questo potrebbe comportare un grave danno per le PMI, che si troverebbero prive di un canale di aggregazione strutturale in grado di far crescere la loro competitività e capacità di partecipare al mercato dei lavori pubblici.

“L’UCSI chiede un ripensamento delle misure previste,” ha aggiunto Costantino. “La crescita delle PMI e il loro ruolo centrale nel sistema economico italiano devono essere sostenuti e non ostacolati. La soppressione della natura dei Consorzi Stabili rappresenterebbe un passo indietro per il settore delle costruzioni e per il progresso del Paese, limitando le opportunità di crescita delle PMI e ostacolando l’innovazione necessaria per affrontare le sfide infrastrutturali e ambientali del futuro.”

“L’Unione dei Consorzi Stabili continuerà a monitorare la situazione, pronta a portare avanti le proprie istanze in tutte le sedi opportune, con l’obiettivo di garantire che le disposizioni finali non compromettano il futuro dei Consorzi e delle piccole e medie imprese che essi rappresentano, salvaguardando il loro ruolo fondamentale nell’economia nazionale e nella realizzazione delle infrastrutture strategiche del Paese.”

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